Senza una “LEGALE RIVOLUZIONE CIVILE” è impossibile, trovare soluzioni credibili

Senza una “LEGALE RIVOLUZIONE CIVILE” è impossibile, trovare soluzioni credibili

AL POPOLO ITALIANO  SERVE UN RISVEGLIO DELLA CONSAPEVOLEZZA

Articolo Pubbliredazionale sponsorizzato dal Comitato Libero ed Aperto di Persone SBRACCIAMOCI

Sono molti i motivi della crisi italiana e gli impedimenti allo sviluppo della vita sociale (l’economia, l’ambiente, l’ordine internazionale e altri ancora) e può essere fronteggiata soltanto  con una radicale riforma della politica  e con una “Legale  rivoluzione civile”.

In Italia il soggetto che, stando alle leggi e alle costituzioni, dovrebbe provvedere a risolvere i problemi e a ben rappresentarci e’ la politica ma essa stessa, e’un problema, anzi un ostacolo. E’ addirittura diventata il principale impedimento allo sviluppo del paese.
E per finire molti i media che si prestano facendo il loro gioco,e invece di svolgere la loro funzione di informatori  indipendenti del popolo , diventano loro alleati, in una finzione mediatica dove i cittadini assistono senza alcun ruolo.

Senza una “LEGALE RIVOLUZIONE CIVILE” è impossibile, trovare soluzioni credibili.L’Italia può contare su  gente che si organizza si impegna ma soprattutto lotta perche’ l’ ha sempre fatto, per fare avanzare il paese. I cittadini ci sono e sono migliaia cosi come migliaia sono le  associazioni di volontariato che operano per migliorare la qualità della vita dei piu’ umili. La nostra Italia è ricca di cultura e valori e, in larghissima parte, esprime una qualità superiore rispetto alla propria classe politica dirigente. Ecco perche’ servirebbe una”Legale rivoluzione civile”  per far emergere questi soggetti, interrompendo cosi il declino dell’Italia.

Serve una marcia in più bisogna stare “fuori dagli schemi  ” per essere portatori di idee pratiche, per tirare fuori il paese dal baratro, “aizzando” il popolo ad una partecipazione attiva, per non correre il pericolo di scendere a  compromessi perché nessuna disgrazia è peggiore nel perdere sé stessi.
Attivare il Popolo vuol dire collegare  i tanti cittadini facendo loro comprendere che non sono isolati, anche se molti di loro pur essendoci sono frenati dall’ insicurezza e da quella fiducia persa per l’indecoroso spettacolo che la politica sta dando in questi giorni.

Bisogna iniziare col dialogare con la società civile:aziende, imprese, università, fondazioni ,associazioni con il Popolo, perché e’ all’interno del Popolo che troviamo persone intelligenti ricche di idee, e di competenze. In un momento cosi delicato di crisi, e’ la trasparenza che dobbiamo esigere è indispensabile per il funzionamento del sistema,”Don Benzi era solito dire che non va dato per carità ciò che spetta  per giustizia”. Non si tratta di elargire elemosina ma dignità.

Non sarebbe più logico, dignitoso e funzionale mettere sul conto corrente di ciascun cittadino, come accade nel reddito di cittadinanza, la cifra che spetta a ciascuno in base alle proprie possibilità economiche? Costringere la gente a domandare ciò che gli spetta rappresenta una inutile degradazione il cui effetto inevitabilmente sarà quello di allungare i tempi , inoltre dobbiamo evitare che la sussidiarietà sia ridotta ad alibi per il disimpegno dello stato o per pratiche di scambio politico e svilupparla come risorsa strategica.

Di fronte ad uno stato di crisi così importante sia dal punto di vista sanitario, sociale, ed economico, o impariamo ad uscire dalla semplice ottica di sopravvivenza, o saremo e rimarremo sempre schiavi di un sistema completamente marcio. Dobbiamo far ripartire e attivare  il POPOLO se vogliamo ridurre le ingiustizie e aprire una nuova fase di sviluppo e dare un nuovo impulso alla Societa’, all’ Economia e all’Italia.

Dobbiamo creare INTERESSE , ecco perché occorre rilanciare, con il contributo di tutti, campagne social e media con giornali e blog soprattutto per far comprendere che certe battaglie non si vincono da soli e che l’unione fa sempre la forza.

di S.C. Sicilia