“Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così…Sbracciamoci ed incominciamo a cambiare”

“Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così…Sbracciamoci ed incominciamo a cambiare”

-“SBRACCIAMOCI” – A tutti i cari Amici, mi piace che ci siano tante persone che piano piano si stanno “SBRACCIANDO”  in modo pacato, equilibrato e, direi, anche giusto e senza polemiche.

“Mai come adesso, fuori dagli ambiti e vicende giudiziarie, sta risultando veramente appropriata la frase del grande Magistrato Giovanni Falcone quando diceva: “Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così… Solo che quando si tratta di rimboccarsi le maniche ed incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare, ed è, allora, che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare”. 

Infatti sto proprio percependo che tanti hanno desiderio di non lamentarsi più, di sbracciarsi rimboccandosi le maniche per incominciare a cambiare quel certo ordine di cose che sta procurando disaggio e sofferenza alla stragrande maggioranza di persone comuni, ma vantaggi a poche astute persone ingorde di soldi, potere ed ambizioni dannose che, però, dopo aver snaturato, calpestato e smembrato i principi Costituzionale inviolabili, detengono il cosidetto potere, anche decisionale per tutti.

Io non ho concorso alle decisioni di vendere le autostrade italiane, le ferrovie, la corsa agli armamenti, le alleanze strategiche e militari tra stati, io non ho concorso a decidere sull’ambiente ed il clima, io non ho concorso a decidere su quale doveva essere la moneta unica in europa e con quali criteri  si doveva adottare, io non ho concorso a decidere in nessuna di quelle attività pubbliche  e statali che hanno indebitato oltre che me anche i futuri figli dei mie figli, io non ho concorso a decidere nulla.

Oggi grazie al Corona Virus sto veramente realizzando e toccando con mano che non solo non ho concorso a decidere nulla su ciò che ha riguardato la mia sfera personale ma addirittura mi si è fatto credere che andando a votare sono io che  stabilisco chi mi deve rappresentare. Ho veramente realizzato tutto questo dopo che oggi, credendo che potessero essere voci di corridoio, il mio commercialista mi ha mandato un messaggio in cui mi informa che il Governo Italiano ha adottato il decreto legge che fronteggia tutto quanto occorso  dalla pandemia Corona Virus in Italia in cui fra diverse altre misure ha stanziato BEN 600 EURO UNA TANTUM  PER ARTIGIANI, COMMERCIATI E COLTIVATORI DIRETTI, e sospeso i termini di pagamento delle tasse fino a maggio, consentendo la rateizzazione degli stessi a decorrere dal primo giugno senza sanzioni ed interessi.

Veramente equa e giusta è questa misura che dopo quella “iorestoacasa” che ha completamente azzerato la mia attività imponendomi di stare a casa, mi riconosce adesso ben 600 euro di indennizzo per vivere, per fare la spesa e per pagare le tasse il primo giugno,  che, avrei potuto regolarmente pagare alla scadenza se avessi potuto lavorare e prodotto il reddito che invece non solo non ho ricavato ma ho pure perso, sicchè grazie a questa geniale misura alla mia perdita si aggiunge quella delle tasse il cui importo a partire dal prossimo primo giugno mi è reclamato di pagare: però ho 600 euro!

Ho anche ben presente come  l’Europa aiuterà tutti noi Italiani  grazie alla Presidente della BCE Christine Lagarde, al presidente Francese Macron, alla cancelliera Tedesca Merkel e così via.

Vi invito, se lo desiderate, a vedere  ed ascoltare questo video 

Mi sento umiliato e sconfitto forse più del Corona Virus ma soprattutto mi sento tradito: personalmente ho pagato allo Stato, come tasse, oltre il 60% di quello che ho sempre guadagnato (e non briciole come 600 euro di indennizzo) e non mi sono mai tirato indietro sebbene per il rimanente, circa 40%, mi sono fatto carico io di trovarmi il lavoro, di farmelo pagare, anche di fronte agli insoluti dei clienti, e di  tutte le volte in cui mi sono dovuto rivolgere ad un avvocato quando il debitore era anche un Comune insolvente ed in dissesto, e con crediti in sofferenza su cui ho pagato le tasse ma che, con un ulteriore aggravio di spese mi potrò portare in detrazione dal mio fatturato per le tasse da pagare in avvenire: le tasse sempre al primo posto.

Perché  e’ lo Stato ha stabilire  una così alta percentuale di pagamento dal  mio fatturato,  è legittimo, anzi è un dovere pagare le Tasse, mentre, la Pubblica amministrazione italiana continua a  privare, con i suoi ritardi nei pagamenti, gli imprenditori,le aziende e i professionisti  italiani di oltre “x miliardi di euro”, con tempi medi di pagamento di 104 giorni quando va bene ,se poi si va incontro ad amministrazioni insolventi o  in dissesto e’ la fine come il caso di Sergio Bramini, l’imprenditore brianzolo che lavorava per enti pubblici,  “fallito nonostante 4 milioni di euro mai pagati dallo Stato e sgomberato da casa”. Però le tasse  lo Stato le pretende subito.

Ammetto,  forse di aver sbagliato, ma adesso vorrei capire come non sbagliare più e’ l’unico modo è quello di sbracciami personalmente, comunicando liberamente il mio pensiero accompagnato da azioni assolutamente ed unicamente rispettose della legge che, spero, possano concorrere ad un cambiamento positivo ed etico verso l’effettivo bene ed interesse comune, inconsapevole, forse,  che se c’è un prezzo che, per tutto questo  potrò dover pagare,  lo pagherò pure con orgoglio e dignità per la mia amata patria come tanti Nonni hanno fatto per la libertà.

Quando parlo della mia Nazione, mi commuovo per quanto la amo, e per tutto ciò che farei per la mia Italia ma adesso il treno, per me, ha fischiato”.

Uniamoci e SBRACCIAMOCI

di F.R. ROMA